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Concert stories - IV -

7 marzo 2021

il cuore del programma di oggi è un capolavoro assoluto:

At the heart of today’s programme, an absolute masterpiece:

Il Combattimento è musica emozionante, scritta su un testo bellissimo. Monteverdi era cosciente di scrivere un pezzo "eccezionale", fuori dalla norma. Un brano in cui usare dei mezzi espressivi nuovi e, per certi versi, rivoluzionari. Forte di questa coscienza, è lui stesso a parlarcene diffusamente e partiamo dunque dalle sue parole per presentarvi il concerto. Anzitutto dalla scelta dei versi, tratti dalla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso:

Il Combattimento is highly exhilarating music set to a beautiful text. Monteverdi was aware he was writing an 'exceptional' and rather unusual piece. A work in which he was determined to use new forms and, in some sense, even revolutionary means of expression. He was strongly convinced of his approach, to which he himself reflected at great length. Therefore, we start this concert with Monteverdi’s own words, and his motivation for choosing texts from Torquato Tasso’s Gerusalemme Liberata (Jerusalem Delivered):

"Per venire a maggior prova - scrive il musicista - diedi di piglio al divin Tasso, come poeta che esprime con ogni proprietà, & naturalezza con la sua oratione quelle passioni, che tende a voler descrivere, & ritrovai la descrittione, che fa del combattimento di Tancredi con Clorinda, per haver io le due passioni contrarie da mettere in canto Guerra, cioè preghiera, & morte"

"To put myself to the test, - writes the musician – I started off with the divine Tasso, a poet with a natural ability to express those sentiments in his poetry, as I rediscovered his description of Tancredi’s battle with Clorinda, so that I could include two contrasting sentiments into the music, prayer and death”

ben cosciente del fatto che "gli contrari sono quelli che movono grandemente l’animo nostro", Monteverdi si accinge dunque a trovare, in musica, i mezzi espressivi che possano meglio di altri esprimere queste passioni opposte. Ma se esempi di stile “molle e temperato”, atti a descrivere “preghiera & morte”, non mancavano certo nella musica del Seicento, ciò che gli appare necessario è la creazione di uno stile che ne sia l’esatto opposto e che possa dunque descrivere la guerra. Si rivolge dunque alla descrizione che fa Platone dello stile “concitato” e, "con non poco […] studio et fatica", lo ricrea in un’estetica seicentesca.

Whilst being well aware that “opposite emotions move our soul the most”, Monteverdi was set to find ways in music that could express these opposing emotions best. While examples of “soft and temperate” styles for describing “prayer and death” weren’t lacking in 17th-century music, he was determined to create a style that was the exact opposite and could in fact describe war. He turned to Plato's description of the "agitated" style and, "with no small amount of [...] study and effort" recreates it to the 17th-century aesthetic standard.

L’artificio è geniale, semplice ed efficacissimo: voce e strumenti ribattono - alternativamente o simultaneamente - una stessa nota in rapidissima scansione. I musicisti che partecipano alla prima esecuzione, nel 1624 a Venezia, non possono quasi credere alla parte che si trovano di fronte, niente del genere era mai arrivato sui loro leggii. E dunque…

His tactic is brilliant, simple, and compelling: voice and instruments respond to each other - either in alternation or simultaneously – by repeating the same note at a very fast paced tempo. The musicians who took part in the first performance in 1624 in Venice could hardly believe the part were confronted with, nothing like it had they ever seen on their desks before. And so,

“al principio (in particolare a quali toccava sonare il basso continuo) il dover [ribattere] sopra a una corda sedici volte in una battuta gli pareva più tosto cosa da riso che da lode, perciò riducevano ad una percossa sola durante una battuta tal multiplicità […] et levavano la similitudine all’oratione concitata”

“at the beginning, the musicians and especially those who were to play the basso continuo, found the obligation of striking a single string sixteen times in one beat quite absurd rather than commendable, so they reduced the multiplication to a single stroke per beat […] destroying the analogy with the agitated style”

Ma Monteverdi non era tipo da rinunciare facilmente ai suoi ideali e insistette dunque affinché tutti suonassero e cantassero quanto egli aveva composto. Meticolosamente egli ci descrive come dovrà essere l’esecuzione, con gli interpreti che

However, Monteverdi was not the type to give up on his ideas and insisted that everyone would play and sing as he had written. He describes meticulously how it should be performed by its interpreters

“faranno gli passi et gesti nel modo che l’oratione esprime, et nulla di più né di meno, osservando questi diligentemente gli tempi, colpi et passi, et gli strumentisti gli suoni incitati et molli; et il Testo le parole a tempo pronuntiate, […] Clorinda parlerà quando gli toccherà, tacendo il Testo; così Testo”.

“They will move and act exactly according to the tale, not more and no less, complying diligently with its tempo, rhythm and pace, and the instrumentalists will stir in an agitated or gentle style. As for the Narrator, he will speak in a measured fashion at the right time,[...] Clorinda will speak when it is her turn, only when the Narrator falls silent; and so does Narrator".

Sonia Tedla - Clorinda
E ancora “La voce del Testo dovrà essere chiara, ferma et di bona pronuntia. Non dovrà far gorghe né trilli in altro loco che solamente nel canto de la Stanza che incomincia Notte; il rimanente porterà le pronuntie a similitudine delle passioni dell’oratione”.

And also, "The voice of the Narrator has to be clear, strong and well-articulated. There are not to be any runs or trills in any place except for the stanza that begins with “Notte”; the rest ought to be pronounced in accordance with the emotions evoked by the text.”

Raffaele Giordani - Testo
Matteo Bellotto - Tancredi

Non manca poi - sono sempre parole di Monteverdi - un’accurata descrizione delle circostanze e della strumentazione cui venne affidata la prima esecuzione la quale avvenne “dopo cantatosi alcuni madrigali senza gesto” a Palazzo Moncenigo nel 1624 e cui parteciparono

“quattro viole da brazzo, soprano, alto, tenore et basso, et contrabbasso da gamba, che continuerà con il clavicembalo”

We don’t lack an accurate description in Monteverdi’s own words of the background and the instrumentation of the very first performance of the piece "following the performance of some madrigals without gesture" at the Palazzo Moncenigo in 1624 in which took part "four violas da braccio, soprano, alto, tenor and bass, and a bass violone providing continuo alongside the harpsichord".

Fabio Bonizzoni e La Risonanza

A tutte queste indicazioni la nostra esecuzione si ispira, nella certezza che questa musica immortale susciterà in voi le stesse emozioni che suscitò, circa 400 anni fa, nel pubblico veneziano che...

"restò moss[o] dall’affetto di compassione in maniera, che quasi fu per gettar lacrime; et ne diede applauso per essere stato canto di genere non più visto né udito”.

Our interpretation takes great inspiration from all these instructions, confident as we are that this immortal music will evoke in you the same emotions that aroused about 400 years ago, in the Venetian attendees who "were almost moved to tears by their compassion; and applauded the work as one of a kind that was neither seen nor heard as of yet".

Momenti della registrazione/concerto

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Testi: Fabio Bonizzoni. Traduzioni: Mirjam Van Der Schoot. Foto: Alberto Panzani