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La Grande Guerra raccontata dai poeti Esperimenti poetici ispirati a Marinetti e Ungaretti - classe 3E a.s. 2018/2019

Dopo aver studiato la Grande Guerra da un punto di vista storico, ricostruendo le cause e gli eventi salienti, ci siamo soffermati sulla vita in trincea attraverso l'analisi di fotografie e documentari.

Nelle lezioni di letteratura, abbiamo cambiato la nostra prospettiva di analisi, cercando di comprendere come i poeti hanno vissuto e descritto la Grande Guerra.

Nella lezione dedicata allo studio del Futurismo:

Abbiamo letto parti del Manifesto del Futurismo.

Abbiamo analizzato opere pittoriche che potessero rappresentare l'idea della velocità.

Abbiamo ascoltato i suoni dell'intonarumori di Luigi Russolo.

Abbiamo letto e ascolato dalla voce di Marinetti alcuni passi della sua opera Zang Tumb Tumb.

Nella lezione successiva ci siamo cimentati in un laboratorio di poesie futuriste.

La classe è stata divisa in quattro gruppi. Ciascun gruppo aveva il compito realizzare una poesia sul tema della guerra ispirata al Futurismo (per i contenuti e/o per la forma).

Materiali utilizzati: fogli ruvidi Fabriano F4 colorati, riviste e giornali da cui ritagliare parole, lettere o immagini per il collage, pennarelli, colori a pastello, colla.

Istruzioni per procedere:

1) In una mappa a stella raccogliere tutte le parole che ciascun membro del gruppo associa al termine GUERRA

2) Selezionare quelle ritenute più significative dal gruppo

3) Progettare la disposizione delle parole sulla tavola

4) Procedere con la realizzazione della poesia visiva

5) Scrivere un report con l'analisi della poesia, spiegando: il messaggio, le motivazioni che hanno portato alla scelta di ogni parola, le tecniche utilizzate, la connessione con quanto studiato sul Futurismo.

Come arde la guerra

Marzio Abundo, Elena Jin, Sara Licata, Daniele Tremaroli, KuanYu Wei

Il messaggio di questa poesia visiva sottolinea la crudeltà della guerra. Ogni onomatopea ricorda i rumori della guerra. Boom è il rumore delle bombe. AhAhAh è l'urlo della grida dei soldati. Tatatatata rappresenta i rumori delle mitragliatrici. Argh rappresenta la rabbia. Abbiamo disposto le parole creando il profilo del fuoco per capire le fiammeggianti crudeltà della guerra.

Una guerra piena di emozioni

Andrea Angelaccio, Martino Giancarli, Carlotta Lombardi, Valerio Simone, Benedetta Toscano

Abbiamo rappresentato la nostra idea di guerra imitando i futuristi e scegliendo le emozioni che si provano in una situazione di guerra e onomatopee riguardanti queste emozioni. La paura è formata da lettere che si sciolgono e accompagnata da suoni che emette una persona spaventata. Il buio è accompagnato dall'onomatopea shhhh a indicare il silenzio della notte. Le armi sono abbinate alle onomatopee degli spari. La rabbia infiamma gli animi.

La sola igiene del mondo

Flavia De Maria, Sara Farioli Vecchioli, Nethmi Medis, Valerio Pochini, Gabriele Predescu

La poesia rappresenta in modo ironico l'idea che avevano i futuristi della guerra, come la sola igiene del mondo, evidenziando che la realtà della guerra è paura e terrore.

Abbiamo scelto parole chiave come paura e tremore pensando a ciò che provavano le persone andando in guerra. Su un filo di spago abbiamo incollato delle lettere formando la parola spari, come se ogni lettera fosse uno sparo che si sussegue dopo l'altro.

Ka Boom!

Maria Aparecida Cosentino, Clara Di Bagno, Marco Ongtioco, Alice Novelli, Andrea Urciuoli

Per comporre questa poesia abbiamo pensato alle parole che per noi rappresentavano la guerra, poi le abbiamo cercate sul giornale o sulle riviste. Dopo averle trovate e tagliate, le abbiamo incollate su un cartoncino usando la tecnica del collage. Per concludere abbiamo decorato con glitter, disegni e onomatopee.

Il messaggio che volevamo trasmettere è la nostra visione della guerra. La parola notte evoca la notte nelle trincee, un momento molto duro e spaventoso. La parola caduta ricorda i caduti in guerra e l'abbiamo incollata in questo modo ispirandoci alle opere dei futuristi. I sogni e le idee cadono verso il basso perché, secondo noi, la guerra ti porta via i sogni e le idee, lasciando posto solo alla paura. Abbiamo messo i soldi tra le fiamme perché per la Grande Guerra si sono spesi molti soldi. Spari, armi e boom! non possono mancare in una guerra. Abbiamo incollato la parola armi dandole una forma di fucile, da cui esce la parola spari come se fosse un proiettile. L'onomatopea boom! richiama la poesia futurista e in particolare Zang Tumb Tumb di Filippo Tommaso Marinetti

Siamo passati a considerare la Grande Guerra evocata nei versi di Ungaretti.

Abbiamo letto e analizzato alcune poesie composte in trincea.

Ciascuno ne ha imparate a memoria due a propria scelta e abbiamo organizzato una staffetta poetica, disponendo la classe su due file e recitando a turno le liriche di Ungaretti.

A questo punto, ci siamo interrogati sul significato della poesia e abbiamo riflettuto sulle parole pronunciate da Ungaretti stesso in una intervista.

Infine, abbiamo provato a comporre brevi poesie, imitando lo stile asciutto di Ungaretti, facendo ricorso a: metafore, similitudini, enjambement, parole evocative.

L'ultimo lavoro di scrittura sulla Grande Guerra è stato un testo narrativo di carattere autobiografico dal titolo: Una lettera dal fronte.

Created By
VALENTINA FELICI
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