I SOGNI fRancesco verzobio

A cosa serve sognare?

Il sonno è un elemento fondamentale per l’essere umano; rappresenta circa un terzo della vita di ciascuno. I compiti assolti dal sonno sono numerosi, i principali includono:

  • il mantenimento del metabolismo del cervello;
  • il bilanciamento del metabolismo del glucosio;
  • la produzione di un maggior numero di anticorpi rispetto allo stato di veglia;
  • l’eliminazione più efficace delle tossine rispetto allo stato di veglia;
  • il riposo del sistema cardiovascolare;
  • il consolidamento e il rafforzamento della memoria (particolarmente nella fase REM).

Le fasi del sogno

Elettroencefalografia (EEG; registrazione dell'attività elettrica dell'encefalo) delle fasi del sonno

Il sonno può essere diviso in due fasi:

  • fase REM (rapid eye movement);
  • fase N-REM (non-radip eye movement).

La fase N-REM si suddivide a sua volta in quattro stadi:

  1. addormentamento;
  2. sonno leggero;
  3. sonno profondo;
  4. sonno molto profondo.
Fasi del sonno

Caratteristiche del sonno

  • La durata di un sonno adeguato varia solitamente dalle 7 alle 9 ore.
  • Il sonno ha una struttura attiva con andamento ciclico, con stadi alternati di fasi N-REM e fasi REM. In una normale notte di sonno si verificano da quattro a sei cicli alternati di fasi N-REM e REM.
  • Un adeguato riposo è un elemento essenziale per garantire una normale e ciclica attività cerebrale e di tutto il corpo.

Fase N-REM

La fase N-REM può essere divisa in 4 stadi, ognuno dei quali può durare da 5 a 10 minuti. Un ciclo di sonno completo è caratterizzato dalla progressione dallo stadio 1 allo stadio 4 prima di arrivare allo stadio REM, per poi ricominciare nuovamente.

Il passaggio dalla veglia al sonno N-REM necessita di pochi minuti, con la comparsa iniziale degli stadi più leggeri del sonno (1° e 2°), per poi arrivare a quelli più profondi (3° e 4°); dopo circa 90 minuti si arriva al primo episodio di sonno REM, per poi riprendere ciclicamente con gli altri stadi.

Mentre nella prima parte della notte prevalgono gli stadi 3 e 4 di sonno profondo, nella fase più vicina al mattino si ha la prevalenza degli stadi di sonno leggero e del sonno REM.

Fase N-REM: stadio 1

Elettroencefalografia (EEG) dello stadio 1

Nello stadio 1 la polisonnografia mostra una riduzione dell’attività rispetto allo stato di veglia. In questa parte del sonno gli occhi sono chiusi e la persona può essere svegliata con facilità; tuttavia potrà avere la sensazione di non avere riposato abbastanza o di non avere dormito. Lo stadio 1 può durare 5 o 10 minuti.

In questo stadio si potrebbe avvertire la sensazione di cadere nel vuoto, che può causare un’improvvisa contrazione muscolare (chiamata mioclonia ipnica).

Le contrazioni muscolari sono causate anche dalle immagini vivide: vicino all’addormentamento le immagini mentali sono approssimativamente vivide e, per questo, tramite elettromiogramma si registrano brevi contrazioni muscolari.

Fase N-REM: stadio 2

Elettroencefalografia (EEG) dello stadio 2

È uno stadio di sonno leggero, in cui la polisonnografia mostra l’alternarsi di picchi e valli: queste onde indicano periodi spontanei di tonicità muscolare insieme a periodi di rilassamento muscolare.

In questa fase:

  • la frequenza cardiaca rallenta;
  • la temperatura corporea diminuisce;
  • il corpo si prepara ad entrare nel sonno profondo.

Questo stadio aumenta progressivamente, fino ad occupare quasi tutto il sonno N-REM nell’ultima parte della notte; rappresenta il 45-50% del totale del sonno.

Fase N-REM: stadio 3 e stadio 4

Elettroencefalografia (EEG) dello stadio 3
Elettroencefalografia (EEG) dello stadio 4

Lo stadio 3 e lo stadio 4 sono sono gli stadi con il sonno più profondo (la fase 4 è più intensa della fase 3). Sono caratterizzati da onde lente, o delta. In particolare durante la fase 4, l’elettromiografia registra onde lente di ampiezza elevata caratterizzate da continuità ritmica, che indicano un modello di sonno profondo. Se la persona viene svegliata in questo stadio può avvertire, per qualche minuto, un senso di disorientamento.

Questi stadi sono distribuiti prevalentemente nella prima parte della notte e decrescono fino ad essere del tutto assenti nell’ultima parte, in prossimità della veglia.

Sono state avanzate molte ipotesi sulla funzione del sonno più profondo: secondo le ricerche più recenti si ritiene che serva da ristoro alle funzioni cognitive di ordine superiore.

Fase REM

Elettroencefalografia (EEG) della fase REM

La polisonnografia mostra come le onde cerebrali nella fase REM siano molto simili a quelle che si hanno in uno stato di veglia.

Nella fase REM il cervello manifesta una forma di attività cerebrale che inizia in una zona del tronco encefalico, il ponte, che tramite il talamo attiva zone corticali più elevate che innescano la formazione dei sogni. Il ponte invia simultaneamente informazioni al midollo spinale per inibire il movimento causando l’atonia muscolare: si ipotizza che questa relativa forma di paralisi muscolare sia necessaria affinché il soggetto non si muova durante il sonno, seguendo il corso dei sogni.

La fase REM si verifica solitamente 90 minuti dopo l’inizio del sonno. Il primo periodo REM dura tipicamente 10 minuti, mentre l’ultimo può durare anche un’ora. La fase REM si associa a sogni particolarmente vividi, spiegando così perché al risveglio mattutino questi si ricordano facilmente.

Nelle persone con disturbi del sonno, durante la fase REM il battito cardiaco e la respirazione accelerano e diventano irregolari.

Le caratteristiche di questa fase sono:

  • un’intensa attività cerebrale;
  • gli occhi si muovono rapidamente in diverse direzioni;
  • il soggetto sogna;
  • simultaneamente compare però la paralisi della maggior parte dei muscoli volontari.

Sono state avanzate molte ipotesi per spiegare i movimenti oculari, la più suggestiva ritiene che siano movimenti di inseguimento oculare delle scene immaginate nel sogno.

Il sonno REM è così un mix di un intenso stato di eccitazione cerebrale e di immobilità muscolare: per questa ragione è talvolta chiamato sonno paradosso.

Bibliografia e sitografia

  • NEUROSCIENZE Per iniziare del Centro interdipartimentale B. R. A. I. N. Dell'Uniersità di Trieste;
  • http://drcasu.it/attivita/apnee-notturne/approfondimenti-osas/fasi-del-sonno/.

Credits:

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