Loading

IL CANTANTE STONATO ARTA - ELVIN - FRANCESCO - MATILDE - SOFIA

C’era una volta un ragazzo che si chiamava Eric, al quale piaceva molto cantare. Purtroppo era molto stonato.
Eric si esibiva ogni giorno nelle piazze della sua città, così i cittadini cercavano in ogni modo di non sentire la sua voce: alcuni si rinchiudevano nelle proprie case, altri si mettevano dei secchi in testa... Comunque sia, tutti si lamentavano moltissimo.
Un giorno i cittadini, che non ne potevano più, andarono dal sindaco e gli chiesero di bandire il ragazzo dalla città.
Il sindaco, però, non poteva farlo perché Eric era suo figlio e allora, per risolvere la situazione regalò al giovane una macchina rossa insonorizzata, per permettergli di cantare e di suonare al suo interno a proprio piacimento, senza disturbare nessuno.
Eric era molto contento di questo regalo, ma voleva far sentire la sua voce agli altri, aveva bisogno di condividerla. Allora il padre chiamò i migliori insegnanti di canto per far sì che la voce di Eric diventasse almeno accettabile.
Eric migliorava di giorno in giorno, e dopo alcuni mesi la sua voce diventò perfetta, al di là di ogni aspettativa.
Eric tornò a esibirsi nella piazza centrale del paese e tantissime monete dei cittadini finivano nella custodia della sua chitarra appoggiata per terra. Pubblicò persino il suo primo disco e ottenne molti premi.
A questo punto il più famoso compositore della regione, che produceva musica creata al computer, si arrabbiò molto perché vedeva che i cittadini apprezzavano molto Eric e i suoi dischi e che i loro soldi andavano al cantante e non a lui. Allora, spinto dall’invidia, pagò un noto manager che si propose al giovane per aiutarlo nella sua carriera.
Eric accettò con entusiasmo e, grazie a lui, fece moltissimi concerti. Il musicista-compositore, molto invidioso, aveva però incaricato il manager di fargli produrre meno dischi.
Nonostante l’inganno, il compositore vide che comunque il cantante guadagnava molto più di lui.
Un giorno, preso dall’ira, incaricò dei chimici di creare un farmaco per far ridiventare stonato il malcapitato Eric.
I chimici inventarono una medicina al gusto di fragola che il manager offrì ad Eric come antidolorifico, poiché il giovane aveva un dolore alla spalla. Lui prendeva il rimedio ogni giorno, ma si accorse che la voce si stava rovinando sempre di più.
Eric si fece visitare da molti medici che non sapevano cosa fare.
Nel frattempo il compositore pagò lautamente il manager che seguì i suoi ordini e se ne andò improvvisamente, scomparendo nel nulla.
Perciò il povero cantante si ritrovò senza manager, senza fan, senza concerti e con una voce orribile. Il musicista malvagio era finalmente riuscito a raggiungere il suo scopo.
Un giorno Eric ebbe l’idea di portare ad analizzare la medicina al gusto di fragola e scoprì che non era per niente un antidolorifico. Allora, spaventato, non la prese più, ma restò comunque senza voce.
Una sera, mentre camminava in una strada buia pensando alla sua triste condizione e, accompagnato dal suo gatto bianco, incrociò un’anziana signora che iniziò ad accarezzare il candido animale.
Eric non l’aveva mai vista prima, ma la signora era la maga protettrice del giovane che si presentò al cantante come la maga Ecric - appartenente a una delle più antiche stirpe di streghe, buone, ma molto permalose. Gli spiegò che era una sua fan e che era giunta in città per concedergli un dono.
La maga Ecric diede a Eric una fiala con un liquido magico e gli disse che ne doveva prendere due millilitri ogni giorno, dopo aver pronunciato una parola magica segreta: si raccomandò di non berne di più perché l’eccesso avrebbe potuto causargli degli effetti collaterali.
Così Eric prese la fiala e salutò la maga alla quale aveva regalato il suo gatto bianco per ringraziarla della pozione.
Eric seguì le indicazioni e pian piano, giorno dopo giorno, la sua voce tornò.
Un giorno Eric si dimenticò di prendere la pozione e la mattina successiva ne prese due dosi, per recuperare. Inizialmente si sentiva benissimo: la sua voce era migliorata molto, ma dopo qualche ora il suo orecchio diventò enorme e molto pesante. Era talmente pesante che barcollava e non riusciva a stare in piedi. In seguito il suo occhio si ingrandì, uscì dall’orbita e gli spuntarono delle bolle rosse su tutto il corpo.
Eric era diventato un essere spaventoso e quando camminava per le strade i bambini che lo incontravano scappavano urlando a squarciagola. Per colpa sua molti cittadini si trasferirono in un’altra città, e il sindaco, il suo papà, per non perdere il resto della popolazione, costruì per lui un palazzo fuori dal paese, dove i medici più bravi, ma anche i più coraggiosi, visto il suo aspetto mostruoso, andavano a visitarlo.
Il palazzo era enorme ed era dotato di un grande giardino.
Il povero Eric aveva una bellissima voce, ma nessuno voleva avvicinarsi a lui per via del suo aspetto.
Nel palazzo c’era una stanza che aveva un grande palco di fronte al quale c’era uno schermo digitale che simulava gli applausi del pubblico. Eric era molto felice quando sentiva il pubblico applaudire, anche se il pensiero che era tutto falso lo rendeva molto triste.
Una mattina di primavera Eric stava facendo colazione sdraiato sull’erba fresca del suo giardino, avvolto dai fiori profumati, e a un certo punto dalle rose rosse spuntò il suo vecchio gatto bianco accompagnato dalla strega Ecric.
La maga era molto arrabbiata con lui perché Eric non aveva seguito il suo consiglio. Quindi precisò che gli avrebbe dato la fiala “della normalità” solo dopo aver superato la prova che stava per proporgli.
Senza preavviso, la strega Ecric prese la sua sfera di cristallo e con un incantesimo lanciò una palla di fuoco sul villaggio. Il cantante prese la sua automobile rossa, quella insonorizzata, e si precipitò in mezzo all’incendio che si era sviluppato.
Quando si stava avvicinando alle case sentì le urla strazianti degli abitanti e il fumo che diventava sempre più soffocante.
La difficoltà della prova era proprio questa: attraversare quella cortina di fumo e riuscire a salvare tutti.
Eric scese dalla macchina, corse verso le case infuocate. Prese un secchio d’acqua al pozzo e iniziò a gettare l’acqua per spegnere il fuoco. Purtroppo l’incendio divampava indifferente.
Allora Eric capì che prima doveva salvare le persone e successivamente gli edifici. Così utilizzò la sua auto per portare gli abitanti fuori dal villaggio, compreso il padre.
Ad un certo punto si accorse che non tutti gli abitanti erano in salvo: il prete era rimasto nella chiesa a pregare non accorgendosi dell’incendio. Eric provò a entrare nell’edificio, ma l’ingresso era avvolto dal fuoco. Così con la sua automobile sfondò il portale della chiesa alla massima velocità. Il prete era svenuto. Cercò di caricarlo nei sedili posteriori, ma non ci riuscì perché il prete era un uomo altissimo. Allora si affrettò a smontarli e così lo salvò.
Ora gli rimaneva solo di sottrarre alle fiamme il villaggio. Trovò un idrante e riuscì a gettare l’acqua su tutte le abitazioni infuocate, spegnendo infine quel terribile incendio.
Aveva completato la sua missione: allora la maga gli diede la fiala della normalità, come stabilito.
Eric la bevve con entusiasmo e finalmente tornò come prima. Un ragazzo normale, ma terribilmente stonato.
Eric tornò a vivere in città, lasciò stare il canto e divenne il chitarrista più bravo e famoso del mondo. Divenne noto come Eric Clapton.
Fece molti concerti, vinse molti festival musicali, si sposò con una ragazza meravigliosa, diventò molto ricco e raggiunse la felicità.
Ah, nel frattempo il suo ex manager vendeva pesce in Patagonia e il malvagio compositore... rosicava.
Created By
Claudia G
Appreciate

Report Abuse

If you feel that this video content violates the Adobe Terms of Use, you may report this content by filling out this quick form.

To report a Copyright Violation, please follow Section 17 in the Terms of Use.