MAROSTICA MEDIEVALE

È una città ricca di storia soprattutto militare. La sua vita inizia con l'occupazione romana del territorio dei Celti e degli Euganei, autoctoni in quel tempo. Secondo la consuetudine, i romani consolidarono il loro possesso attraverso una serie di "castelli" che scomparvero col fluire del tempo, con l'allargarsi dell'espansione latina che ne esauriva l'utilità. Marostica è situata in un luogo strategicamente importante, lo si può giudicare dal fatto che fino ad oggi siano arrivate le sue fortificazioni murate, scrupolosamente e sollecitamente ricostruite se non ampliate dai vari conquistatori della città. Per un periodo di parecchi secoli, diversi "signori" si contesero la terra lombardo-veneta, accarezzando mire più vaste del possesso di una o più città, e gli imperatori tedeschi quali depositari di quell'entità politica denominata Sacro Romano Impero, appoggiando or l'uno or l'altro dei feudatari, calavano con agguerriti eserciti in queste ubertose pianure al fine di consolidare o riprendere i loro poteri.

Gli Ezzelini dominarono per molti anni la vita della cittadella, ma alla morte di Ezzelino da Romano, avvenuta nel 1259, Marostica subì diverse dominazioni: fu dei Vicentini, dei Carraresi, degli Scaligeri (1311), poi dei Visconti (1386) .Fu Cangrande della Scala a cominciare, nel 1312, la costruzione dei due castelli, uno sul colle e l`altro in piano, mentre le mura, con i relativi "torresini", furono iniziate dai suoi successori.L'attuale aspetto di cittadella murata, viene conservato da Marostica anche durante i secoli di dominio veneziano, iniziato nel 1404.

Fulcro della vita politica e civile è ancora oggi la razionale e ordinata piazza porticata, a pianta rettangolare, chiusa a sud dal Castello inferiore o da basso, costituito dall`originario mastio e da un recinto merlato aggiunto da Mastino Il verso la metà del Trecento.Il "Castello da Basso" è un quadrilatero di circa m. 40 di lato, con loggiati sul cortile, pozzo e potente mastio.Costruito da Can Grande della Scala subito dopo l'occupazione scaligera, in seguito fu sede dei Podestà Veneti, che riadattamenti, perché in origine doveva solo essere sede di un forte presidio.

sullo spazio della piazza di Marostica dal lato nord si affaccia il duecentesco Palazzo del Doglione, anticamente detto Rocca di Mezzo, con l`alta Torre dell'orologio.Durante il Xlll secolo svolse la funzione di casello daziario per le merci in entrata ed in transito a Marostica dal momento che la strada principale ricalcava l'attuale corso Mazzini.Venuta meno la sua importanza durante l'età scaligera (1311-1387), il Doglione ritornò in auge in età veneziana (1404-1797), ospitando al suo interno la Cancelleria, l'archivio dei protocolli, il Monte di Pietà e, soprattutto, l'armeria che custodiva ben settecento armature che venivano utilizzate dai marosticensi per le esercitazioni militari in Campo Marzio

La leggenda della Partita a Scacchi risale al lontano 1454, quando Marostica era una delle fedelissime della Repubblica di Venezia ed il suo governo era retto da un podestà nominato direttamente dalla città di S. Marco. Si narra che proprio in quell’anno due valorosi guerrieri, Rinaldo D’Angarano e Vieri da Vallonara, si innamorarono perdutamente della bella Lionora, figlia del Castellano Taddeo Parisio, e per la sua mano si sfidarono a duello, come era di costume di quei tempi. Taddeo Parisio, che non voleva perdere nessuno dei due valenti giovani, impedì il cruento scontro rifacendosi a un editto di Cangrande della Scala di Verona, emanato poco dopo la tragica vicenda di Giulietta e Romeo, e confermato e aggravato dal Serenissimo Doge. Decise quindi che Lionora sarebbe andata in sposa a quello tra i due rivali che avesse vinto la partita al nobile gioco degli scacchi; lo sconfitto sarebbe divenuto ugualmente suo parente, sposando Oldrada, sua sorella minore, ancora giovane e bella. L’incontro si sarebbe svolto in un giorno di festa nella piazza del Castello da basso, con pezzi grandi e vivi, armati e segnati delle insegne di bianco e di nero, secondo le antichissime regole imposte dalla nobile arte, alla presenza del Castellano, della sua affascinante figlia, dei Signori di Angarano e di Vallonara, dei nobili delle città vicino e di tutto il popolo. Decise anche che la sfida sarebbe stata onorata da una mostra in campo di uomini d’arte, fanti e cavalieri, fuochi e luminarie, ballerine, suoni e danze.

E così avvenne. Sfilarono arcieri e alabardieri, fanti schiavoni e cavalieri, il Castellano e la sua corte con Lionora e Oldarda, la fedele nutrice, dame, gentiluomini, l’araldo, il comandante degli armati, falconieri, paggi e damigelle, vessilliferi, musici e borghigiani, e poi ancora i meravigliosi pezzi bianche e neri con re e regine, torri e cavalieri, alfieri e pedoni. Rinaldo d’Angarano e Vieri da Vallonara ordinarono le mosse ed al termine della disfida un tripudio di fuochi, luci e grida festose salutarono il vincitore. Lionora, trepidante perché segretamente innamorata di uno dei due, aveva ,con discrezione, fatto sapere al contado che il Castello da basso sarebbe stato illuminato di candida luce qualora la vittoria fosse stata conquistata dal cavaliere che faceva battere il suo cuore, affinché tutti potessero partecipare alla sua gioia.

Oggi come allora l’emozione si rinnova, in una fastosa cornice di costumi preziosi e di gonfaloni, affascinanti dame ed intrepidi cavalieri, scherzosi zanni, giocolieri e sputafuoco, rinnovando negli animi il sapore antico di una appassionante storia d’amore.La Partita a Scacchi a personaggi viventi è giocata sulla Piazza di Marostica, ogni secondo weekend di Settembre degli anni pari. I comandi alle milizie vengono ancora oggi impartiti nella lingua della "Serenissima Repubblica di Venezia". Lo spettacolo, con oltre 550 figuranti, dura circa 2 ore.

SITOGRAFIA

MAGNIFICO VENETO

MEDIOEVO.ORG

IL SEGNALIBRO .COM

WIKIPEDIA

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