Popoli in Fuga... I volti, le storie, l'esodo.

1.000.000 di Rifugiati ha raggiunto l'Europa nel 2015, la gran parte dei quali è in fuga dalla guerra in Siria, dalle persecuzioni contro le minoranze in Irak, dalla povertà in Medio-Oriente. Le organizzazioni criminali dedite al traffico di esseri umani hanno guadagnato circa 6.000.000.000 di euro. La gran parte dei ricavi deriva dal traffico illecito di Persone. Per Europol, il traffico di Esseri Umani è stato il mercato più rigoglioso d'Europa nel 2015.

La guerra globale in Medio-Oriente dove tutti sono contro tutti, alimenta la fuga dalla paura e dall'orrore di migliaia di Rifugiati. Perché una guerra dove tutti sono contro tutti in Medio-Oriente ? Perché non si combatte solo in Siria, si combatte in Yemen, si armeggia in Libia, in Irak. Sono tante le guerre, tuttora in corso, tra Medio-Oriente e Nord Africa.

Allo scontro tra Sunniti e Sciiti si sovrappongono altri intrecci, dove gli attori divengono, allo stesso tempo, alleati e nemici. Per migliaia di Persone del Medio-Oriente e del Nord Africa, l'anno 2015 è stato catastrofico. 250.000 morti in Siria dall'inizio del conflitto. In Irak, lo Stato islamico ha compiuto crimini contro l'Umanità contro le minoranze, di cui in maniera grave contro quella Yazida. La medesima organizzazione terroristica ha perpetrato crimini contro il Patrimonio archeologico mondiale in Yemen, in Siria, a Mosul in Irak.

A fine anno 2015, secondo i dati forniti dall'UNHCR, il conflitto in Siria hanno prodotto 4.000.000 di Rifugiati e Richiedenti asilo nell'intera area. Vi sono inoltre 13.000.000 di sfollati interni tra Medio-Oriente e Africa del Nord che vive in condizioni inaccettabili. La gente scappa dall'orrore e da questi luoghi divenuti inospitali. Dal 2013, la comunità internazionale discute infine su come mettere fine a queste ostilità senza aver trovato delle soluzioni accettabili per tutti gli attori politici coinvolti. L'orrore continua dunque a dilaniare chi vive nelle zone di guerra.

Per le Nazioni Unite, le guerre in Medio-Oriente hanno dato vita alla peggiore crisi migratoria dopo la fine della Seconda Guerra mondiale. Un esodo biblico di migliaia di donne, bambini, vecchi nell'indifferenza di molte opinioni pubbliche nazionali. " È mia opinione, scriveva Hannah Arendt, che il male non possa essere radicale, ma solo estremo; che non possegga né una profondità né una dimensione demoniaca. Può ricoprire il mondo intero e devastarlo, precisamente perché si diffonde come un fungo sulla sua superficie. Il male è una sfida al pensiero, perché il pensiero vuole andare a fondo, tenta di andare alle radici delle cose, e nel momento che d'interessa al male viene frustrato, perché non c'è nulla. Questa è la banalità. Solo il bene ha profondità e può essere radicale".

In Siria, la guerra continua tra enormi atrocità da parte di tutti gli attori coinvolti nel conflitto. Un cittadino su quattro in Libano è un rifugiato siriano. Un cittadino su tre è un profugo siriano in Giordania. La gente fugge come può sfidando la sorte di un destino inaccettabile. " La grandezza di un Uomo, scrive Albert Camus, è nella decisione di essere più forte della sua condizione".

I morti nel Mediterraneo sono stati 3.561 nel 2014; 1865 nel passato anno. Nel Mare Egeo, cioè nella nuova rotta che porta i profughi dalla Turchia in Grecia, i morti nel 2015 sono stati circa 865. Ci sono immagini che lasciano segni indelebili. Smuovono memorie sospese, le accarezzano, rendendo presente ogni battito. Queste immagini dello sbarco sul suolo greco ne sono una testimonianza. Il mondo in se', non è ragionevole : è tutto ciò che si può dire.

" Non v'è amore per la vita senza disperazione di vivere". Albert Camus

C'è un abisso tra l'urgenza della crisi migratoria ed i tempi con cui l'Europa sta reagendo. Con le frontiere al collasso e i nuovi record di arrivi, quali sono le soluzioni ? L'assurdo nasce tra le domande dell'Uomo e l'irragionevole silenzio del mondo. Perché l'Europa non vede questa infernale verità ?

Pigiamino, bavaglino, ricci rossi spettinati: la piccola "gattona'" e si guarda intorno con curiosità, poi si siede. Non è al nido, non è in un giardino, neanche nella sua cameretta, ma sull'autostrada Istanbul-Edirne, davanti a un cordone di polizia. Erin, è una piccola profuga siriana di appena un anno di vita che aspetta, anche lei, di passare il confine tra Turchia e Grecia, mentre i militari, schierati dietro gli scudi anti-sommossa, la osservano incuriositi.

"La nostra sola giustificazione, se ne abbiamo una, è di parlare in nome di tutti coloro che non possono farlo". Albert Camus

Special thanks to Agence France Presse, Associated Press, Reuters for the pictures. Contributors : Marica Bastai, Martina Bonacini, Alessandro Gialdi, Aurora Marchetti.

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