La “lezione”: come una lunga passeggiata di Pavel Florenskij

  • Nel 1910 giovane docente dell'Accademia teologica di Mosca, Florenskij iniziò un corso di lezioni sulla storia della filosofia. Quando le diede alle stampe, nel 1917, vi premise una breve introduzione metodologica, dove, esponendo la sua originale didattica, metteva in gioco i principi fondamentali del suo modo di concepire l'insegnamento
Benché pòiema significhi esattamente "creazione", dovremmo rimanere giustamente perplessi se ci si mettesse a chiamare indifferentemente "poema" qualsiasi creazione. Ma c'è un genere particolare di opera letteraria che ha perso qualsiasi specificazione, al punto che la sua natura finisce per identificarsi col significato etimologico del suo nome. Si tratta appunto della lezione. Giustamente lectio significa lettura.

Capita spesso che si applichi il nome "lezione" a qualsivoglia opera letteraria, dissertazione scientifica, articolo di rivista o appendice di giornale, purché venga letta (o pronunciata) davanti a un pubblico.

Lectio o lezione?

Sebbene il nome lezione derivi da lectio, le due cose non sono affatto uguali. Sono concetti subordinati: da un lato non necessariamente una lectio è una lezione, e dall'altro non necessariamente una lezione dev'essere letta davanti a degli uditori, ossia essere una lectio, perché le lezioni possono venire alla luce anche direttamente in forma stampata.

Florenskij ritenne necessario indicare alcune caratteristiche, che definiscono la natura della lezione quanto tale:

  • Il rapporto che c'è tra il libro di testo e il corso di lezioni è paragonabile al rapporto che c'è tra il meccanismo e l'organismo: I primi termini di questa proporzione (libro di testo, meccanismo) sono costruiti secondo un piano prestabilito, studiato fin nei minimi particolari ed esterno rispetto al materiale che realizza questo piano e quindi assolvono il loro compito proprio alla perfezione ("con la precisione di un meccanismo"). I secondi termini della proporzione (lezione, organismo) invece, si caratterizzano per la naturalezza e la libertà della costruzione, e proprio in forza di questo hanno un funzionamento multiforme, imprecisabile; però non crescono nemmeno ma semplicemente vengono messi insieme, costruiti con parti preconfezionate.
  • la lezione non procede in linea retta, come l'essere vivente,sviluppa i propri organi, rispondendo ogni volta alle esigenze che si manifestano in corso d'opera: non sarebbe fuori luogo definire la lezione ideale una sorta di colloquio, di conversazione tra persone spiritualmente prossime.
  • la lezione è una PASSEGGIATA a piedi, una gita, sia pure con un punto finale ben preciso, o meglio, su un cammino che ha una direzione generale ben precisa, senza avere l'unica esigenza dichiarata di arrivare fin lì, e di farlo per una strada precisa. Per chi passeggia è importante camminare e non solo arrivare:chi passeggia procede tranquillo senza affrettare il passo.
  • La lezione è iniziare gli ascoltatori al processo del lavoro scientifico, è introdurli alla creazione scientifica: è un modo per insegnare attraverso l'evidenza e addirittura sperimentalmente un metodo di lavoro, non è la semplice trasmissione delle "verità" della scienza nella sua fase "attuale", "contemporanea".
Che cos'è, in questo senso, la "verità" scientifica? Non è forse come il vento che non posa mai? Non è come l'onda che scivola via nell'instancabile risacca? Non è un processo inarrestabile?

Se la questione si riducesse esclusivamente alla trasmissione di "verità" già confezionate, la lezione diventerebbe assurda e priva di scopo.

  • il libro di testo è sempre sempre l'esito di un lavoro più ponderato della lezione:libro di testo realizza questo compito infinitamente meglio di qualsiasi lezione.
  • la lezione deve addestrare al lavoro, creare il gusto della scientificità, dare l'"innesco", il lievito all'attività intellettuale. Non è tanto un principio nutritivo quanto essenzialmente fermentativo:cioè tale da portare la psiche dell'ascoltatore a uno stato di fermento. Questo effetto fermentante colloca la lezione, in quanto opera letteraria, all'estremo opposto dell'enciclopedia, del libro di testo, del vocabolario, il cui ruolo è esattamente quello di fornire materia per la fermentazione. Quanto alla fermentazione della psiche, essa consiste nel gusto per il concreto acquisito per contagio; consiste nella scienza di saper accogliere con venerazione il concreto, nella contemplazione amorosa del concreto.
Ma una lezione di cui si prendono appunti, e ancor meglio una lezione stampata e tanto più pubblicata, non è una contradictio in adiecto? Se la lezione è creazione immediata come si può fissarla sulla carta e, una volta fissata non perderà vigore, non si dissolverà la sua sostanza più vitale? Non perde così il diritto di esistere, una volta scritta?

Una cosa che permane nello scorrere del tempo (gli appunti) può avere come contenuto qualcosa di transitorio; anche una cosa mediata dalla scrittura può essere immediata; anche una cosa fissata può essere libera quanto al contenuto. Così il diario, una delle forme più libere e indisciplinate tra le opere letterarie, può essere trascritto e talvolta (raramente!) reso pubblico.

L'autore nel rivedere le lezioni per la stampa ha cercato di conservare il tono essenziale dell'esposizione, e si è permesso solamente qualche ritocco scientifico e letterario qua e là. Anche le "note" che seguono ogni lezione non possono restare senza una "nota". Il fatto è che attorno a ogni argomento trattato su queste pagine è cresciuta un'intera letteratura.

È possibile, ed è necessario prenderla in considerazione ogni volta per intero? Dirò di più: bisogna assolutamente dare delle indicazioni bibliografiche?

Per Florenskij no, non importa quante opinioni ci siano o potrebbero esserci su un numero infinito di questioni.

Made with Adobe Slate

Make your words and images move.

Get Slate

Report Abuse

If you feel that this video content violates the Adobe Terms of Use, you may report this content by filling out this quick form.

To report a Copyright Violation, please follow Section 17 in the Terms of Use.