Ille mi par esse deo videtur catullo

Saffo nasce nell'isola di Lesbo, nella seconda metà del VII secolo a.C. Saffo trascorre la sua vita nel comporre versi e nell'occuparsi delle giovani e aristocratiche fanciulle a lei affidate come allieve della sua scuola. Presso la sua scuola le allieve vengono preparate alla vita matrimoniale con lezioni di ritualità domestica, canto e danza. Ma la scuola di Saffo, dedicata al culto della dea Afrodite (dea della bellezza), è anche un centro religioso e culturale. Saffo non riesce a mantenere un rapporto di solo affetto con le sue protette. Infatti s'innamora perdutamente di molte di esse, finendo per rimanere sempre delusa, o perché non ricambiata, o a causa dell'abbandono di queste del Tiaso la sua scuola) per raggiungere i rispettivi mariti. Da qui le sue odi all'amore così dolce e così amaro, le odi piene di invidie e di gelosie, quelle dedicate ad Afrodite… In tutte le sue opere risalta una grande tristezza, e rassegnazione verso amori che non saranno mai possibili, ancor più se omosessuali.

Catullo si paragona a Saffo, in quanto sente di essere vittima di un amore, che così come gli porta gioia, riesce a farlo deprimere in maniera così profonda. La storia d'amore di Catullo è tormentata dai continui litigi per i troppi tradimenti di Lesbia (questa donna è stata identificata con Clodia), già sposata peraltro, che senza riserve si concede volentieri alle braccia di più uomini. Spera in un patto (foedus) che fa con l'amata, un patto fondato su un impegno fondamentale e duraturo di affetto e fedeltà reciproci, che viene però infranto, come i sogni e le illusioni del poeta.

Somiglianze tra Catullo e Saffo si possono trovare nelle loro poesie; spesso infatti Catullo prende spunto dalle poesie di Saffo, traendo dai suoi versi dei frammenti che dopo riadatta liberamente nelle sue opere.

La poesia: ILLE MI PAR ESSE DEO VIDETUR è inserita all'interno del LIBER CATULLIANO: raccolta di poesie organizzate in base ai metri usati.

al centro del liber ci sono poesie dedicate a Lesbia (Clodia) da cui si ricava una complessa vicenda d'amore; di cui la poesia iniziale è proprio il carme 51.

VERSI 1-6: Catullo vede Lesbia seduta di fronte a un uomo, la vede parlare e sorridere e avverte crescere in sè un grande turbamento. La scena è la stessa presentata da Saffo.

VERSI 6-12: Si vede il turbamento di Catullo che di fronte alla donna amata però, non riesce ad esprimere. A differenza di Saffo la sua descrizione è più sobria, infatti Catullo la completa in una sola strofa.

VERSI 13-16: Nell'ultima strofa Catullo introduce una riflessione sugli effetti dannosi dell'otium e un invito a se stesso per uscire da tale condizione; a differenza di Saffo che invece continua nella descrizione dettagliata delle manifestazioni fisiche del turbamento.

Created By
elisa fiocco
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