Ravenna La città dei mosaici

Ravenna si respira Arte, Storia e Cultura. Riconosciuta in tutto il mondo per le sue bellezze storiche e artistiche, la città conserva il più ricco patrimonio di mosaici databili tra il V e il VI secolo d.C. all’interno dei suoi splendidi edifici religiosi paleocristiani e bizantini, dichiarati nel 1996 Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

A partire dagli inizi del V secolo d.C. fu designata per ben tre volte capitale: nelle ultime fasi dell'Impero Romano d'Occidente (402-403), durante il regno dei Goti sotto Teoderico (493-526) e infine, sotto il dominio bizantino (553 - 751).

A testimonianza di questo straordinario periodo di grandezza rimangono i preziosi mosaici custoditi nei suoi antichi edifici paleocristiani e bizantini. Otto di questi monumenti sono stati inseriti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco: il Mausoleo di Galla Placidia, la Basilica di San Vitale, il Battistero degli Ortodossi, il Battistero degli Ariani, la Basilica di Sant'Apollinare in Classe, il Mausoleo di Teoderico, la Basilica di Sant'Apollinare Nuovo e la Cappella Arcivescovile o di Sant'Andrea.

Accanto a essi, ulteriori siti di interesse artistico e archeologico contribuiscono alla ricostruzione dell'antica storia della città, come la Domus dei Tappeti di Pietra e l'Antico Porto di Classe.

IL MAUSOLEO DI GALLA PLACIDIA

Galla Placidia (386-452), sorella dell'imperatore Onorio, l’artefice del trasferimento della capitale dell'Impero Romano d'Occidente da Milano a Ravenna nel 402 d.C., fece costruire questo piccolo mausoleo a croce greca per sé intorno al 425-450; tuttavia non fu mai utilizzato in tal senso in quanto l'imperatrice, morta a Roma nel 450, fu seppellita in questa città.

Anche se oggi appare come un edificio a sé, in origine doveva collegarsi al lato meridionale della Chiesa di Santa Croce, realizzata sempre da Galla nel secondo quarto del V secolo.

LA BASILICA DI SAN VITALE

E' uno dei monumenti più importanti dell'arte paleocristiana in Italia, in particolar modo per la bellezza dei suoi mosaici. Fondata da Giuliano Argentario su ordine del vescovo Ecclesio, la basilica a pianta ottagonale fu consacrata nel 548 dall'arcivescovo Massimiano.

L'influenza orientale, sempre presente nell'architettura ravennate, assume qui un ruolo dominante sia da un punto di vista architettonico, in quanto fonde elementi della tradizione orientale e occidentale, sia della decorazione musiva che esprime in modo chiaro l'ideologia e la religiosità dell'epoca giustinianea. Alla basilica a tre navate si sostituisce un nucleo centrale a pianta ottagonale, sormontato da una cupola e poggiante su otto pilastri e archi.

Quando si entra nella basilica di San Vitale lo sguardo viene catturato dagli alti spazi, dalle stupende decorazioni musive dell'abside, dagli ampi volumi e dagli affreschi barocchi della cupola. Forse per questa tensione verso l'alto non si nota un piccolo e meno noto gioiello. Nel presbiterio, proprio di fronte all'altare, su un lato del pavimento ottagonale è rappresentato un labirinto. Le piccole frecce partono dal centro e attraverso un precorso tortuoso si dirigono verso il centro della Basilica. Nei primi anni della cristianità il labirinto spesso era usato come simbolo del peccato e del percorso verso la purificazione. Trovare la via d'uscita dal labirinto è un atto di rinascita.

Una volta completato il percorso del labirinto del pavimento di San Vitale si possono alzare gli occhi verso l'altare e contemplare i mosaici, tra i più belli della cristianità.

LA BASILICA DI SANT'APOLLINARE IN CLASSE

La Basilica di Sant'Apollinare in Classe si erge grandiosa e solenne a circa 8 km dal centro di Ravenna. Fu edificata da Giuliano Argentario su ordine dell'arcivescovo Ursicino durante la prima metà del VI sec. su una precedente area cimiteriale in uso tra la fine del II e l'inizio III secolo, dove sembra abbia trovato sepoltura lo stesso protovescovo Apollinare.

La chiesa è stata definita il più grande esempio di basilica paleocristiana. Nonostante le spoliazioni subite nel corso dei secoli, la chiesa tutt'oggi preserva la bellezza della struttura originaria ed è ammirata per gli splendidi mosaici e gli antichi sarcofagi marmorei degli arcivescovi collocati lungo le navate laterali.

IL MAUSOLEO DI TEODORICO

Fatto costruire dallo stesso Teodorico nel 520 d.C. come propria sepoltura, il Mausoleo, interamente realizzato in blocchi di pietra d'Istria, si articola in due ordini sovrapposti, entrambi decagonali.

Al di sopra del mausoleo si innalza una grande cupola monolitica, coronata da dodici anse recanti i nomi di otto Apostoli e di quattro Evangelisti. Le sue misure sono sorprendenti: 10,76 m di diametro e 3,09 m di altezza. Il peso, secondo calcoli recenti, raggiunge le 230 tonnellate.

Vasca ritrovata dentro il mausoleo

Da una nicchia si accede all'ordine inferiore la cui destinazione, si presume, fosse quella di una cappella, a pianta cruciforme, usata in origine per servizi liturgici. Al vano superiore si accede attraverso una piccola scala esterna. Qui è collocata una vasca di porfido in cui si presume fosse stato sepolto lo stesso Teodorico, le cui spoglie furono rimosse durante il dominio bizantino, a seguito dell'editto di Giustiniano del 561, quando il mausoleo fu trasformato in oratorio e consacrato al culto ortodosso.

L'edificio è un simbolo dell'incontro tra diverse culture: è cotruito con la pietra tipica dei monumenti romani, mentre la cupola richiama sia l'architettura bizantina sia la struttura semplice delle tende germaniche. Teodorico che aveva trascorso la sua infanzia a Bisanzio e conosceva bene la cutura greco-romana aveva infatti cercato di far convivere l civiltà romana e quella germanicae di mantenere buoni rapporti con il Papato. Solo verso la fine della sua vita venne meno a questo principio facendo uccidere il suo consigliere Saverino Boezio, l'ultimo dei grandi filosofi dell'età classica.

LA BASILICA DI SANT'APOLLINARE NUOVO

La Basilica di Sant'Apollinare Nuovo, fatta costruire da Teoderico (493-526) accanto al suo palazzo, fu in origine adibita a Chiesa palatina, di culto ariano. Dopo la riconquista bizantina e la consacrazione al culto ortodosso (metà del VI secolo) fu intitolata a San Martino, vescovo di Tours. Secondo la tradizione, nel IX secolo le reliquie di Sant'Apollinare furono qui traslate dalla Basilica di Classe e in quell'occasione ricevette la sua intitolazione a Sant'Apollinare, detta "Nuovo" per distinguerla da un'altra chiesa dallo stesso nome presente in città.

LA CAPPELLA ARCIVESCOVILE

La Cappella Arcivescovile o di Sant'Andrea costituisce l'unico esempio di cappella arcivescovile paleocristiana giunta integra sino a noi. Fu costruita da Pietro II (494-519) come oratorio privato dei vescovi cattolici durante il regno di Teoderico, quando il culto dominante era quello ariano. Dedicata originariamente a Cristo, fu in seguito intitolata a Sant'Andrea, le cui reliquie erano state trasportate da Costantinopoli a Ravenna attorno alla metà del VI secolo.

Se da una parte, però, Ravenna fu il maggiore centro politico e culturale dell’Occidente nei secoli che accompagnarono il declino della civiltà latina, dall'altra la città conserva tracce di epoche più recenti, dal Medioevo sino all'età contemporanea: il sepolcro del Sommo Poeta Dante Alighieri, la Rocca Brancaleone, la Biblioteca Classense, la Torre Civica e le porte monumentali di accesso al centro cittadino.

Made with Adobe Slate

Make your words and images move.

Get Slate

Report Abuse

If you feel that this video content violates the Adobe Terms of Use, you may report this content by filling out this quick form.

To report a Copyright Violation, please follow Section 17 in the Terms of Use.