Purgatorio canto VII-XII

Argomento del XII canto

I protagonisti del canto sono Dante-Virgilio-Sordello,si trovano nel secondo balzo dell'Antipurgatorio. Sordello spiega la legge della salita nel Purgatorio ai tre poeti ed insieme raggiungono la valletta dei principi.

Colloquio tra Virgilio e Sordello (1-39)

Sordello chiede ai due poeti chi siano, da dove vengano, il poeta latino si presenta con il nome di Virgilio, spiegando l'orogine e il tempo in cui visse, provocando così l'ammirazione, stupore e la riverenza del poeta Sordello. Sordello poi abbassa lo sguardo in segno di rispetto, e abbraccia Virgilio rivolgendogli parole di ammirazione. Virgilio spiega di provenire dal Limbo, dove le anime non subiscono alcun tormento e dove lui risiede insieme ai bambini innocenti che sono morti prima del battesimo, e a coloro che hanno posseduto le virtù cardinali (prudezza-giustizia-fortezza-termperanza) ma non quelle teologali (fede-speranza-carità).Virgilio chiede infine a Sordello di indicar loro la via per giungere alla porta del Purgatorio.

I principi negligenti (91-136)

Sordello inizia a indicare alcuni spiriti nella valletta che cantano il "salve regina": Il primo è l'imperatore Rodolfo I d'Asburgo, al quale Dante rivolge l'accusa di aver trascurato la situazione politica italiana  , poi vi è Ottocaro II, il quale governò la terra (Boemia) dove nasce la Moldava, poi Filippo III, che morì in fuga e disonorando la Francia, mentre accanto a lui un altro appoggia la guancia al palmo della mano Enrico I di Navarra. Sordello nomina ancora uno spirito dall'aspetto robusto Pietro III d'Aragona, con il figlio Pietro, accanto Carlo I d'Angiò. Sottolinea infine che la virtù non si tramanda di padre in figlio, volendo Dio che tutti capiscano che essa non si trasmette per eredità, ma proviene dal cielo. Giacomo re d'Aragona e Federico re di Sicilia. Sordello indica ancora il re d'Inghilterra Enrico III, che ebbe vita semplice e siede in disparte, siede invece più basso degli altri il marchese Guglielmo VII del Monferrato, il quale fu causa della guerra contro Alessandria.

Interpretazione complessiva

Il XII canto è strettamente legato al precedente, non solo per la presenza dello stesso protagonista Sordello, ma anche perché entrambi hanno argomento politico. L'elogio di Sordello non è casuale, in quanto tutta la seconda parte del Canto con la presentazione delle anime della valletta sarà un chiaro riferimento al libro VI dell'Eneide, all'episodio in cui l'ombra di Anchise mostra al figlio Enea nei Campi Elisi le anime dei futuri grandi eroi di Roma. Virgilio ribadisce inoltre per ben due volte il fatto di provenire dal Limbo, ovvero da un luogo fisicamente posto all'Inferno ma in cui le anime non soffrono alcuna pena, in quanto la loro unica colpa è stata quella di non aver posseduto le virtù teologali (fede-speranza-carità). In questo luogo, tra l'altro, converrà trascorrere la notte, poiché come spiega Sordello è impossibile salire col buio che rischierebbe di far scender le anime in basso. Sordello scorta poi i due poeti alla valletta: è un luogo con l'erba verde e i fiori colorati e profumati, che rappresenta quasi un'anticipazione dell'Eden ( paradiso terrestre ).

Riassunto XII canto del Purgatorio

Dante osserva sul pavimento del primo girone esempi di superbia punita come Lucifero. Dante rimprovera con durezza la superbia degli uomini, che impedisce loro di vedere il male che compiono. I due pellegrini continuano il cammino, finché appare loto l'angelo dell'umiltà, il quale indica loro la scala per accedere al secondo girone cancellando dalla fronte di Dante la prima P.

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